Prendere in mano la propria vita… partendo dalla CASA


Come ho illustrato nel precedente articolo con il pensiero positivo si può prendere in mano la propria vita e crescere nella conoscenza di se stessi partendo da ciò che concretamente ci circonda (clicca qui per leggere l’articolo).

Personalmente utilizzo in psicoterapia questo approccio partendo dall’analisi dell’ambiente in cui la persona vive, la sua stanza, la sua casa.

E’ importante valutare infatti come la persona vive il proprio ambiente, se si prende cura dei propri spazi, se ha spazi propri all’interno dei posti condivisi, se accumula oggetti inutili e tralascia i fondamentali, se è adulto e ancora vive in casa dei genitori, se ha un compagno e non condivide con lui i suoi spazi.


Gli spazi abitativi conservano la memoria del nostro passato e riflettono ciò che siamo oggi, la casa è il luogo dove abitiamo ma prima di tutto è dentro di noi.

Procedo con la terapia del riordino:

Tutti noi abbiamo l’abitudine di conservare e accumulare oggetti nelle nostre case perché rappresentano degli eventi bloccati nella nostra memoria. Liberarsi di tutto ciò che non serve più permette di concentrarsi solo su ciò che per noi è importante nel qui e ora. Non è facile “lasciar andare”, simbolizzare questo difficile concetto liberandosi del superfluo aiuta a fare spazio al nuovo, a trovare una nuova modalità di accoglienza di nuovi modi di essere.


Mai come quest’ultimo anno abbiamo vissuto il nostro ambiente casalingo così profondamente, nostro malgrado, rendendoci conto dei suoi limiti ma anche delle opportunità che esso ci ha concesso come simbolo di protezione e approccio con gli altri membri della famiglia o come stimolo per confrontarci con noi stessi in solitudine.

Se ci fai caso ogni volta che c’è un grosso cambiamento di vita, cambiamo o modifichiamo qualcosa nella nostra casa o addirittura cambiamo casa :

  • una stanza in coabitazione all’università;

  • trovi lavoro e ti prendi un monolocale;

  • trovi il compagno e condividi lo spazio con lui;

  • la casa più grande in vista di un matrimonio;

  • i figli, altra casa o modifica della stessa;

  • un cane, rivoluzione all’interno della casa;

  • ti separi, chi tiene la casa? Chi ne farà una nuova? Chi perde tutto?

  • un lutto, spazio vuoto, da riempire o lasciare intatto come se nulla fosse cambiato?

  • I figli grandi vanno a vivere da soli, crisi del nido vuoto, reincontro col partner, modifica degli spazi/abitudini;

  • si diventa anziani, non si vuole lasciare la propria casa anche se inadeguata alle proprie esigenze.

Tutto questo in contemporanea ad una ristrutturazione interna del proprio essere, della propria personalità, in crescita continua.


Ogni stanza della casa rivela una parte del nostro essere, quindi il modo in cui noi organizziamo gli spazi da condividere (salone, cucina), gli spazi più intimi (stanza da letto), i luoghi di cura (bagno, palestra) i contatti con l’esterno (finestre e portoni) i collegamenti tra tutte le zone della casa (porte interne) è importante per vivere nel benessere con noi e con gli altri.


Nelle narrazioni delle persone che seguo, la casa e i suoi spazi sono spesso delle porte di accesso agli spazi interni, alle varie parti del loro sé e agli spazi esterni e relazionali.

I luoghi vengono anche rivissuti nei sogni e nei ricordi di bambino (la vecchia casa, lo studio di papà inaccessibile e proibito, la scuola elementare).

Lo spazio abitativo quindi passa continuamente dall’essere reale e concreto ad essere metafora e simbolo del proprio mondo interno.

Tutto questo è stato recepito da qualche anno anche da chi della casa si è sempre occupato solo a livello estetico e funzionale, cioè dal mondo dell’architettura che si avvale oggi della psicologia per svolgere al meglio il proprio compito.


Oggi il mondo dell’architettura e della psicologia collaborano: negli studi di architettura più moderni e all’avanguardia i primi incontri per la ristrutturazione o la costruzione di una nuova casa vengono tenuti da architetto e psicologo/psicoterapeuta in equipe.

L’equipe ha cura di ascoltare le esigenze e i bisogni di ciascun membro della famiglia, dai più piccoli ai più grandi, di valutare il modo di vivere di ogni famiglia, di creare spazi per ciascuno di loro individualmente e definire gli spazi comuni tutti insieme.

Si dà molto peso anche alla cura degli spazi verdi con l’aiuto di specialisti del settore nell’equipe, proprio per sviluppare benessere e aiutare ognuno ad occuparsi di piante o orti casalinghi come attività alternative all’alta tecnologia che pervade la nostra vita.

Tutte queste novità migliorano la qualità della vita e delle relazioni, tanto più in una situazione come quella attuale che ci ha visto improvvisamente costretti, nostro malgrado, a vivere l’ambiente domestico per 24 h condividerlo con gli altri nella realtà e anche ,attraverso le telecamere, mostrarlo a tutti durante la D.A.D. e lo smart working.

Come usare le informazioni contenute in questo articolo per crescere e migliorare il vostro benessere?


Chiediti se la casa dove abiti ti rappresenta, se ha bisogno di qualche modifica perché sia proprio il tuo nido.

Valuta se tutte le persone che condividono con te la casa vengono rappresentate nei loro modi di essere, nei loro bisogni con la dovuta attenzione.

Chiediti anche se quelle persone sono proprio quelle con cui VUOI condividere la tua vita o state semplicemente occupando lo stesso spazio per necessità, per abitudine, senza aver davvero SCELTO.


Esamina tutto ciò che la casa contiene, scegli di fare un pò di “pulizia”, eliminando il superfluo, tenendo solo ciò che davvero è importante o utile e regalando o vendendo o riciclando il resto. Questo farà spazio non solo nell’ambiente casalingo ma, soprattutto, ti porterà a fare un bel vuoto al vostro interno che permette al nuovo di entrare e al tuo vero sé di emergere.


Hai un posto dentro casa dove ti senti più a tuo agio? Chiediti perché proprio quel posto, come ti fa sentire, se può essere associato a qualche episodio della tua vita.

Questi semplici passi ti porteranno a lavorare su di te, a non lasciare che le cose vadano senza direzione ma a dare un senso e un’impronta al TUO AMBIENTE che esprima il tuo vero modo di essere e quindi a prendere in mano la TUA VITA senza lasciarti trasportare, SCEGLIENDO finalmente!


Puoi fare lo stesso anche nel tuo ambiente lavorativo!

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